LA CIVILTÀ SENZA PAZZIA
- On 24 Aprile 2026
- Elisabetta Selmi, Fabio Zampieri, Ruggero Chinaglia, Vincenza C. Donvito
Mercoledì 29 aprile 2026, alle ore 17,30, nella Sala della Biblioteca Civica di Padova, nel Centro Culturale San Gaetano, in via Altinate 71, a Padova, avviene il dibattito dal titolo
LA CIVILTÀ SENZA PAZZIA. La questione uomo, la questione scienza, la questione intellettuale
in occasione della riedizione da parte di Spirali della Nave dei folli (Das Narrenschiff) di Sebastian Brant, nella traduzione di Francesco Saba Sardi.
Intervengono
- Ruggero Chinaglia, Associazione Cifrematica di Padova, analista, cifrante.
- Vincenza C. Donvito, direttrice della Biblioteca Civica di Padova.
- Elisabetta Selmi, docente di letteratura italiana, Unipd.
- Fabio Zampieri, docente di storia della medicina, Unipd.
Il testo di Sebastian Brant torna oggi in libreria in una nuova e arricchita edizione (Spirali 2025) per proporne ancora la lettura. Esso offre la testimonianza, con moltissimi spunti, che la varietà e la differenza sono stati nella sua epoca motivo di discriminazione e di emarginazione, diventando stigmi di pazzia.
Sono passati più di cinquecento anni ma la nave è ancora in viaggio e il carico è aumentato, grazie a nuove categorie discriminatorie per ciò che non è conforme al discorso dell’Unico.
I personaggi che la popolavano ieri, i matti inconsulti, i galanti, gli affannati, chi dà cattivo esempio, gli ingrati, le malafemmine, gli astrologi, gli invidiosi, gli infingardi e i pigri, i dediti al ballo, i grossolani, chi si prepara alla morte e molti altri sono ancora oggi destinati all’imbarco, aumentati dei fragili, dei deboli, degli inadeguati, degli ansiosi, di chi vuole il taglio del taglio e di chi si autocritica. Tutti annoverati fra i pazzi, i matti o, più politicamente corretto, fra i disagiati.
Leggere La nave dei folli è l’occasione per intendere che, oggi come ieri, la società della morte bianca è garantita dalla nave e dal suo carico, per intendere che la non adesione al politicamente corretto non è un vezzo, ma il modo per non affogare nel mare dell’omologazione.
L’ingresso è libero.
Per info scrivere a ruggerochinaglia@infinito.it o tel. 049 656218


