Il secondo rinascimento

Il progetto e il programma

IL SECONDO RINASCIMENTO

Il progetto e il programma

Secondo rinascimento: questo è un altro modo di formulare la cifrematica, d’indicare che il suo terreno è quello della ricerca e dell’impresa, della qualità della vita e delle cose che ciascuno fa. Rinascimento che procede dall’apertura, dal due, rinascimento della parola. I suoi ingredienti sono scienza, arte, cultura che integrano ciascuna cosa con la clinica, compimento della scrittura pragmatica. Il secondo rinascimento non è un riferimento storiografico, ma l’indicazione del contesto in cui le cose si fanno e si scrivono, per concludere alla cifra. Cifrematica e secondo rinascimento si combinano con il progetto e con il programma di ciascuno nella parola. La vita, la parola, si avvalgono in ciascun istante dell’arte e dell’invenzione, del gioco e della formazione, della ricerca e dell’impresa. Il secondo rinascimento è la vita senza più il riferimento al tempo che finisce, al localismo della domesticità e dell’animalità, con la paura che deriva dalla credenza che il tempo finisca. È un programma di vita che segue alla domanda di vivere, senza più i limiti posti dalle rappresentazioni dei propri limiti umani. Il secondo rinascimento esige la questione intellettuale, l’invenzione di dispositivi nuovi, dissipando ogni idea di vita standard. Esige da ciascuno un contributo alla civiltà della parola senza più l’ideologia della sostanza cui sottostare senza più l’idea di appartenere al regno animale. Esige da ciascuno la scommessa della qualità.

Il secondo rinascimento è il progetto intersettoriale e internazionale dell’integrazione di scienza, arte, cultura, economia, finanza, impresa nei differenti paesi e settori del pianeta, introducendo la combinatoria delle cose: il dispositivo del viaggio e la direzione del viaggio verso la qualità. Viaggio secondo le fondazioni della parola originaria, senza quindi l’idea del ritorno, della fine del tempo, della presunta necessità di dovere scegliere fra il bene e il male. Si tratta di ciascun caso come caso di qualità, e dell’esperienza originaria che giunge alla qualità.

Sin dagli anni ’70, attraverso convegni, congressi, mostre d’arte, giornate di studio, équipes, pubblicazione di libri, la Fondazione e la casa editrice Spirali hanno operato a livello internazionale per reperire i termini di quanto stava avvenendo nei vari settori e nei differenti paesi, per diffondere il messaggio del secondo rinascimento, con lo scopo di favorire scambi tra intellettuali, istituzioni e paesi e attuare dispositivi artistici, culturali, scientifici per favorire l’amicizia e la vicendevole testimonianza attorno a quanto di valore stava avvenendo nel pianeta.

Per questo sono stati organizzati congressi e mostre in molti paesi; dall’America del Nord, a New York, all’America del sud, a Caracas, all’Europa, dove oltre a varie città in Italia, a Parigi, a Cordova, a Lisbona, a Barcellona, a Lubiana, a Londra, a San Pietroburgo, all’Asia, a Gerusalemme e a Tokio. E a Chongqing, in Cina.

In molti città e paesi del pianeta, le nostre attività hanno convocato scienziati, artisti, poeti, scrittori, filosofi, medici, imprenditori, economisti, banchieri, musicisti, danzatori, architetti, politici, per una testimonianza intersettoriale e internazionale, stabilendo di volta in volta collaborazioni, per i dispositivi dell’avvenire, secondo il criterio della qualità. Il compito che questa fondazione si è assunta è di suscitare il dibattito a livello planetario intorno alla modernità, ai suoi modi, per la qualificazione incessante di ciò che ciascuno fa.

Tenendo conto della grande rivoluzione attuata dal rinascimento, di cui testimoniano il testo di Leonardo da Vinci, di Niccolò Machiavelli, di Ludovico Ariosto, oggi il secondo rinascimento attua la scommessa della modernità del terzo millennio a proposito dell’integrazione dell’arte e della scienza della parola. Questa è la novità che Armando Verdiglione e la sua équipe, da oltre quarant’anni, introducono nel pianeta tessendo collaborazioni e proposte all’insegna dello statuto intellettuale.


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